In breve
Morgana e' il gestionale che CityGraph Napoli realizza per gli spedizionieri doganali, le case di spedizione e i reparti import-export delle aziende che sdoganano in proprio, con il nome dello studio. Tiene insieme tutto il ciclo della pratica: dossier con merce, colli, pesi, resa, container e polizza; dichiarazioni doganali nei tracciati in uso (H1 immissione in libera pratica, H2 deposito, H7 spedizioni di valore trascurabile, B1 esportazione, D1 transito NCTS, ENS ed EXS) con gli articoli riga per riga; calcolo automatico del valore in dogana secondo gli articoli 70 e 71 del Codice Doganale dell'Unione, con gli aggiustamenti di nolo, assicurazione e spese, e liquidazione di dazio, IVA e accise; conto di debito con plafond, addebiti per bolletta e versamenti; deposito doganale e deposito IVA con registro di carico e scarico delle partite; certificati di origine EUR.1, EUR-MED, ATR e REX; elenchi INTRASTAT con il file da presentare; archivio del fascicolo documentale; fatturazione delle prestazioni con le anticipazioni di dazi e IVA tenute fuori campo IVA ai sensi dell'articolo 15 del DPR 633/72; portale in cui il cliente vede le sue spedizioni e i documenti senza telefonare in ufficio. Dentro al gestionale c'e' Morgana, un assistente doganale che lavora in locale sui dati dello studio: propone la voce di nomenclatura partendo dalla descrizione della merce a parole, ricontrolla la dichiarazione prima dell'invio come farebbe la dogana (codice EORI, congruenza di pesi e valori, coerenza fra resa e spese aggiunte, documento di origine quando si chiede il dazio preferenziale, capienza del conto di debito, plafond dell'esportatore abituale, documenti mancanti nel fascicolo), stima il rischio di finire in controllo documentale o in visita merce sulla base dello storico dello studio, calcola i tributi e mostra quanto si risparmierebbe con il certificato di origine, spiega i codici di errore restituiti dal sistema telematico e risponde alle domande di normativa. Morgana prepara il messaggio XML della dichiarazione: la firma digitale e la trasmissione sul Servizio Telematico Doganale restano in capo al dichiarante abilitato.
- Per chi: spedizionieri doganali iscritti all'albo, case di spedizione, agenzie marittime, depositi doganali e aziende che dichiarano in proprio; prezzo su richiesta (licenza, noleggio annuale o assistenza)
- Il problema che risolve: la pratica sta divisa fra il software delle dichiarazioni, un foglio di calcolo per i conti di debito, le cartelle dei documenti e il telefono che squilla per sapere se la merce e' stata svincolata; gli errori si scoprono quando la dichiarazione viene scartata o quando arriva la revisione dell'accertamento
- Controllo prima dell'invio: EORI, pesi e valori congruenti, resa coerente con le spese aggiunte al valore in dogana, documento di origine, capienza del conto di debito, plafond, documenti del fascicolo
- Semaforo del rischio di controllo (CA, CD, CS, VM) calcolato su origine, voce, valore per chilo, regime e storico del cliente: il cliente si avvisa prima, non dopo
- Classificazione della merce a parole con dazio erga omnes, dazio preferenziale per paese, unita' supplementare e misure (antidumping, sicurezza prodotto, sanitarie)
- Valore in dogana e liquidazione automatici: dazio, IVA all'importazione, accise, valore statistico, ripartizione per articolo
- Conto di debito sempre sotto controllo, con avviso prima che il plafond finisca e la dichiarazione resti ferma
- Deposito doganale e deposito IVA con registro di carico e scarico, giacenze e termini; scadenzario automatico dei 90 giorni di temporanea custodia e dei transiti da appurare
- Portale del cliente con stato della spedizione, cronologia e documenti: meno telefonate in ufficio
- Nessun costo di gestione: gira su un normale hosting PHP con SQLite, l'assistente funziona in locale e nessun dato dei clienti esce dal server dello studio
Pubblicato il · Aggiornato il · Autore: CityGraph Napoli (Claudia D'Urso, titolare)
Il lavoro non è compilare: è non sbagliare
La compilazione di una dichiarazione la sa fare chiunque abbia imparato i campi. Il mestiere sta altrove: capire quale voce regge davvero quella merce, sapere che cosa va aggiunto al valore con quella resa, accorgersi che il fornitore non ha mandato l'EUR.1 prima di chiedere il dazio preferenziale, ricordarsi che quel cliente ha il plafond quasi finito.
Quando uno di questi controlli salta, il conto arriva sempre: la dichiarazione viene scartata e la merce resta ferma in banchina; oppure passa, e tre anni dopo arriva la revisione dell'accertamento con il recupero dei tributi, gli interessi e la sanzione. E in rappresentanza indiretta quel debito è anche vostro.
MORGANA nasce per spostare i controlli prima della firma digitale, dove costano zero.
Il controllo prima dell'invio
Su ogni dichiarazione c'è un riquadro che si aggiorna da solo. Non è una spunta formale: sono le verifiche che farebbe un collega esperto guardandovi lo schermo.
- EORI mancante o non indicato per importatore o esportatore: la dichiarazione verrebbe scartata in accettazione.
- Resa e spese: con FOB, EXW o FCA il nolo fino alla frontiera dell'Unione va aggiunto al valore in dogana. Se le spese di trasporto sono a zero, ve lo dice. Con CIF o DDP vi avverte del rischio opposto, cioè di sommarlo due volte.
- Pesi e colli: netto che supera il lordo, colli degli articoli che non tornano con quelli della pratica.
- Somma dei valori degli articoli diversa dal valore di fattura, anche di pochi centesimi.
- Voce incompleta (dieci cifre in importazione, otto in esportazione), unità supplementare obbligatoria non indicata, misure sulla voce: antidumping, sicurezza prodotto, controlli sanitari.
- Preferenza chiesta senza documento di origine: è il controllo che evita il recupero a posteriori con gli interessi.
- Conto di debito insufficiente per i tributi liquidati e plafond dell'esportatore abituale già esaurito.
- Fascicolo incompleto: manca la fattura, manca la packing list, trasporto via mare senza polizza di carico allegata.
Gli errori bloccanti fermano il pulsante di trasmissione; gli avvisi restano in evidenza ma decidete voi. Ogni segnalazione dice che cosa fare, non solo che c'è un problema.
Il semaforo del rischio di controllo
Accanto ai controlli c'è una barra: rischio basso, medio o alto di finire in controllo documentale, allo scanner o in visita merce. Il punteggio nasce da quello che la dogana guarda davvero: origine della merce, voce con misure attive, valore per chilo fuori scala, regime 42, richiesta di preferenza, importo dei tributi e storico del cliente nel vostro archivio.
Non è una previsione ufficiale e non pretende di esserlo: è il ragionamento che fareste voi, fatto ogni volta e scritto nero su bianco. Serve a due cose molto pratiche: avvisare il cliente prima che la merce si fermi, e organizzare la visita senza scoprirla la mattina stessa.
La voce doganale, partendo dalle parole del cliente
Il cliente non vi scrive «6403 99 93 00»: vi scrive «scarpe in pelle da uomo». Morgana lavora da quella parte lì: scrivete la merce come ve l'hanno descritta e vi propone la voce più probabile con le alternative da valutare, il dazio erga omnes, i dazi preferenziali paese per paese con il documento che serve, l'unità supplementare obbligatoria e le misure da verificare.
E impara dallo studio: ogni voce che confermate su un articolo entra nell'archivio delle vostre classificazioni, con il conto di quante volte l'avete usata. Alla domanda successiva quella proposta viene prima delle altre, perché è la vostra, non quella di un manuale.
Resta scritto, ogni volta, che la classificazione è responsabilità del dichiarante: per le merci dubbie o di valore rilevante la strada giusta è l'Informazione Tariffaria Vincolante.
Il conto di debito che avvisa prima
Il plafond che finisce di venerdì pomeriggio è un classico: la dichiarazione non viene accettata e la merce resta dov'è. MORGANA tiene il conto in tempo reale, addebita ogni bolletta, registra i versamenti e mostra la disponibilità con una barra.
Quando la capienza scende sotto un quinto lo dice in prima pagina, e lo dice in termini utili: non «plafond 18 %», ma «con una bolletta media di 14.600 euro vi bastano ancora per due dichiarazioni». Così il versamento si programma il giovedì.
Deposito, transiti, scadenze: le cose che si dimenticano
Ci sono termini che non perdonano. I 90 giorni di temporanea custodia dall'arrivo. Il T1 da appurare, che se non arriva a destino diventa un debito doganale a carico di chi ha prestato la garanzia. La partita in deposito che si avvicina alla scadenza del regime. Gli elenchi INTRASTAT entro il 25.
MORGANA le mette in agenda da sola, quando nasce la pratica, e le tiene in prima pagina finché non sono chiuse. Il deposito doganale e il deposito IVA hanno il registro di carico e scarico con giacenze, estrazioni parziali e valore ancora sospeso.
La fattura che dice la verità sui ricavi
La fatturazione dello studio ha un tranello noto: i dazi e l'IVA anticipati per conto del cliente non sono ricavo. Sono anticipazioni in nome e per conto, fuori dal campo IVA ai sensi dell'articolo 15 del DPR 633/72, e vanno documentate a parte.
MORGANA le tiene separate per costruzione: in fattura ci sono le prestazioni con la loro IVA e le anticipazioni in una riga distinta, e in ogni statistica il fatturato vero non è gonfiato dai tributi che transitano. Dentro c'è anche il tempo: registrate i minuti sulla pratica e vedete il margine reale per cliente, non quello immaginato.
Il portale del cliente: meno telefonate
«È uscita la merce?» è la domanda che consuma le mattine. Ogni cliente può avere il suo accesso: entra e vede solo le sue spedizioni, a che punto sono (pratica aperta, documenti raccolti, dichiarazione trasmessa, controllo, svincolo), la cronologia degli aggiornamenti che avete deciso di mostrargli, i documenti che avete marcato come visibili e le sue fatture.
Quando la dogana dispone un controllo, il cliente lo legge nel portale con la spiegazione giusta, senza allarmarsi. Quando la merce è svincolata, lo vede subito.
Che cosa fa e che cosa non fa
MORGANA prepara il messaggio della dichiarazione e lo esporta in XML nel tracciato scelto. La firma digitale e la trasmissione sul Servizio Telematico Doganale restano dove devono stare: in capo al dichiarante abilitato, con la sua firma e le sue credenziali. Non è un limite del programma: è il modo corretto di lavorare.
Tutto il resto — anagrafiche con EORI e rappresentanza, pratiche, articoli, tributi, conto di debito, deposito, certificati, INTRASTAT, fascicolo, fatture, statistiche, portale del cliente e assistente — sta dentro un'unica applicazione, sul vostro spazio web. Il database è un file: il backup è la copia di una cartella.